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Da Scherillo-Dell’Oro, Manuale di storia del diritto romano, Varese 1950
– La crisi dello stato città nel II e nel I sec. a.C.
Struttura di stato-città che ha Roma descritta da Tito Livio ed idealizzata da Cic nel De republica mal si adatta a rapidità decisionale / probl immigrazione / disuguaglianze economiche di stato ormai di proporzioni amplissime
<- vedi problema provincie e afflusso ricchezze da Oriente sottolineato da Sall
[analogia: stati nazionali alle prese con soggetti, come le multinazionali od i movimenti non governativi, che hanno forme di vita e perseguono logiche sovranazionali]
esigenza: maggior accentramento poteri pubblici per compagine eterogenea
poteri effettivi dei governatori sfuggivano al controllo immediato – ROMA NON DISTRUGGEVA STRUTTURE AMMINISTRATIVE PREESISTENTI, MA SI LIMITAVA A PORLE SOTTO IL PROPRIO CONTROLLO ESECUTIVO
Ordinamenti province non coordinati tra loro.
Larghe conquiste > cultura cerealicola intensiva italica troppo costosa (concorrenza Africa) > cessione terra a latifondisti, largo impiego schiavi
[spunto delle Georgiche di Virgilio, urgenza del problema
< fusione tra utilizzo statalista della cultura di impronta ellenistica e poetizzazione della semplicità agreste italica: Arcadi di Evandro e Pallante, mito della libera grecità al cuore dell’humilis Italia]
